La domanda che mi fanno più spesso

Pranic Healing e Reiki:
che differenza c’è

Sono due strade per lavorare sull’energia, e non sono in competizione. Ma sono diverse in sei punti precisi — e sapere quali sono ti aiuta a capire quale ha senso per te.

In due righe. Il Reiki canalizza l’energia e la lascia fluire dove serve, spesso con le mani appoggiate sul corpo. Il Pranic Healing invece guarda, pulisce, poi energizza — senza mai toccare — seguendo una procedura diversa a seconda di quello che la persona porta.

Detto altrimenti: uno è più un lasciar andare, l’altro è più un lavoro con una sequenza. Nessuno dei due è «migliore»: dipende da cosa stai cercando.

Le sei differenze, una per una

Le trovi qui sotto messe a confronto, così le vedi affiancate invece di doverle ricostruire.

1
Il contatto

La prima cosa che si nota entrando nella stanza è proprio questa.

Pranic Healing

Non si tocca mai il corpo. Si lavora a qualche centimetro di distanza, sul campo energetico. Si resta vestiti, e per lo stesso motivo il lavoro si può fare anche a distanza.

Reiki

Molte tecniche prevedono le mani appoggiate sul corpo, seguendo posizioni codificate. Esistono anche varianti senza contatto, ma il contatto resta la modalità più diffusa.

2
Prima di tutto si guarda: la scansione

È la differenza che più cambia il lavoro, e quella che si nota meno da fuori.

Pranic Healing

Si impara a percepire con le mani, senza contatto fisico, aura e chakra: dove l’energia manca e dove è congestionata. Da lì si risale alla zona fisica corrispondente: organi, ghiandole, nervi, muscoli, ossa. Prima di iniziare il riequilibrio e la pulizia sai già dove e come agire, e sai cosa è coinvolto nella congestione che hai individuato con lo “scanning”.

Reiki

Non è previsto un metodo di valutazione da imparare. Chi pratica si affida soprattutto alla propria intuizione e a quello che sente durante la sessione.

3
Prima si pulisce, poi si dà: lo sweeping

Nel Pranic Healing la pulizia conta quanto l’energizzazione. È metà del lavoro, non un preliminare.

Pranic Healing

Prima di immettere energia nuova si rimuovono blocchi ed energie stagnanti, con una tecnica chiamata sweeping. Serve a due cose: rende più morbide le reazioni di scarico nei giorni dopo, e già da sola può dare respiro al corpo.

Reiki

Una fase di pulizia separata non è contemplata: l’energia viene canalizzata e si lascia che faccia il suo lavoro, compreso lo scioglimento di ciò che trova.

4
Una procedura diversa per ogni quadro

Qui pesa la storia dei due metodi: uno nasce da una raccolta sistematica di casi, l’altro da una trasmissione.

Pranic Healing

Grand Master Choa Kok Sui ha messo insieme procedure specifiche per ogni tipo di richiesta, costruite sui modelli energetici degli undici chakra principali — undici, non sette: la numerazione a sette appartiene a un’altra scuola. La sequenza è sempre la stessa: scansionare, pulire, energizzare, stabilizzare e tagliare il legame. Si chiama “taglio del legame” perché ogni volta che entri in contatto con un campo energetico diverso dal tuo crei un legame; se non lo tagli quel legame rimane, e finché rimane perdi energia e ti contamini con l’energia dell’altro.

Reiki

Una sola modalità energetica applicata a qualsiasi situazione: si canalizza e si lascia fluire. Più semplice da avvicinare, e molto efficace quando l’obiettivo è il rilassamento profondo.

5
I colori del prana

Non è un dettaglio estetico: sono strumenti con effetti diversi.

Pranic Healing

Si usano energie di colore diverso, ciascuna con un effetto suo: c’è quella che sfiamma, quella che rigenera, quella che scioglie, quella che rimuove gli elementali negativi — traumi, fobie, stress, paure, forme pensiero ossessive. Questo passo è anche il motivo per cui diversi maestri Reiki frequentano i corsi di Pranic Healing quando serve un lavoro più mirato. Il prana colore fa parte dei corsi avanzati, secondo e terzo livello di Pranic Healing.

Reiki

Il colore, quando entra, è lasciato alla sensibilità di chi pratica, senza un effetto codificato da applicare in un caso piuttosto che in un altro.

6
Come si impara

Se stai pensando non solo di riceverlo ma di impararlo, questa è la differenza che ti riguarda di più.

Pranic Healing

Si insegna una tecnica alla volta, step by step. Impari la tecnica di “respirazione pranica”, capisci come funziona e perché. La visualizzazione, come farla e a cosa serve in un trattamento. Le mani, possono essere addestrate a sentire il corpo bioplasmico o aura e chakra (stiamo parlando del quarto stadio della materia, il plasma). Impari ad attingere energia da sole, aria e terra, e successivamente anche da altri piani, poi si comincia ad usarla immediatamente dal primo weekend, anche senza esperienza: bastano le tecniche e i protocolli. Si impara anche l’igiene energetica, per non portarsi addosso quello che si è toccato.

Reiki

L’accesso passa da un’attivazione ricevuta da un maestro e dai simboli che vengono trasmessi: è quel passaggio ad aprire il canale.

Quello che hanno in comune

Che è poi la parte che conta di più, e che di solito si perde quando si parla di differenze.

  • Lavorano entrambi sull’energia, non sulla manipolazione del corpo.
  • Possono alleviare dolore e sofferenza, ciascuno a modo suo.
  • Sono innocui e si possono affiancare l’uno all’altro.
  • Si integrano con altre discipline: Chi Kung, massaggio, osteopatia, chiropratica.
  • Nessuno dei due sostituisce la diagnosi e le cure del medico: ci si affianca, non ci si mette al posto.
  • In tutti e due i casi il lavoro non è mai su una persona passiva: si fa insieme.
Quale dei due ha senso per te

Non c’è una risposta giusta in assoluto. C’è quella giusta per il momento che stai attraversando.

Se cerchi quiete

Se quello che ti manca è un’ora di silenzio profondo, di sosta, di qualcuno che ti tenga — il Reiki fa molto bene il suo lavoro, ed è un’ottima porta d’ingresso al mondo dell’energia.

Se hai una cosa precisa

Se invece porti una situazione definita e vuoi un lavoro strutturato — si guarda dov’è il blocco, si pulisce, si riequilibra, si stabilizza — il Pranic Healing mette a disposizione strumenti più mirati, e spesso si sente prima.

Da dove viene quello che leggi qui: da un testo di Master Steven Co (USA), tradotto da Sylvia Hentschke, e dalla mia pratica diretta di questi anni. Sono un praticante di Pranic Healing e te lo dico apertamente: ho provato a descrivere il Reiki per quello che è, senza usarlo come termine di paragone in perdita. Restano due strade che portano nella stessa direzione.

Vuoi capire quale ha senso nel tuo caso?

Quindici minuti in videocall, senza impegno: mi racconti cosa ti porta qui e vediamo insieme se e come posso esserti utile. Se preferisci impararlo con le tue mani, il punto di partenza è il Corso Base.

Il Pranic Healing non è una pratica medica e non sostituisce diagnosi, terapie o farmaci prescritti dal tuo medico. È un lavoro sull’energia che si affianca alle cure, senza mai prenderne il posto.

Mondo Nuovo · Emanuele Bonin
Il Pranic Healing è una disciplina energetica di riequilibrio e benessere. Non è una pratica medica, non fornisce diagnosi né terapie e non sostituisce il parere o le cure del medico. I risultati possono variare da persona a persona.