Il matrimonio

Pubblicato il Pubblicato in Crescita personale, Piaceri della vita
matrimonio
 Abbiamo annunciato e dichiarato di scegliere per noi che il matrimonio fosse l’espressione suprema della più meravigliosa esperienza dell’amore di cui gli uomini sono capaci. È questo che abbiamo detto. Abbiamo detto: “Scegliamo che il matrimonio sia un’espressione del più meraviglioso ed elevato amore di cui gli uomini sono capaci”.
E poi abbiamo costruito un’istituzione del matrimonio e un’esperienza del matrimonio che producono esattamente l’opposto, praticamente la più infima forma di amore di cui gli uomini sono capaci:
Un amore che possiede, invece di liberare.
Un amore che limita, invece di espandere.
Un amore che pretende, invece di rinunciare.
Un amore che rende praticamente tutto ciò che ha intorno più piccolo, anziché più grande.
Abbiamo creato una esperienza del matrimonio che non ha niente a che vedere con l’amore, in troppi casi. Abbiamo creato un rivestimento, un guscio, una specie di contenitore. Ed è questo che vogliamo che sia il matrimonio. Vogliamo che sia un contenitore che continui a contenere esattamente tutto com’era nel momento in cui abbiamo detto “ti amo”. Ma le persone e gli eventi non restano come sono. Cambiano. La vita è un’evoluzione. E quindi il matrimonio, nel modo in cui l’abbiamo concepito, rema contro lo stesso processo della vita, perché lascia pochissimo spazio di manovra, nel modo in cui molte società e religioni e tradizioni familiari lo hanno inteso.
matrimonioIl matrimonio è stato usato infatti da quelle società, religioni, tradizioni per lo più come una mini-prigione, come una specie di accordo contrattuale che dice: “Tutto sarà, ora e per sempre, così come è in questo momento. Tu sicuramente non mostrerai amore a nessun altro nel modo in cui lo mostri a me. Non andrai da nessuna parte dove non vada anch’io. Farai molto poco che non faccia anch’io insieme a te e, per molti versi, da oggi in poi, la tua vita sarà, almeno ad un certo livello, limitata”. E quindi una delle cose che più potrebbero aiutare a superare i limiti delle persone, e liberare il loro spirito, fa il contrario: limita le persone e rinchiude il loro spirito dentro di loro.
È questa l’ironia del matrimonio, così come lo abbiamo creato. Diciamo “Si” e, dal quel momento in cui diciamo “Si”, non possiamo fare le cose che ci piacerebbe davvero fare nella vita. Ma pochissime persone sono in grado di ammetterlo, quando si trovano ancora nell’onda dei primi slanci romantici ed assaporano i primi momenti della vita coniugale. Cominciano a giungere a queste conclusioni solo dopo tre, o cinque anni, o – com’è che dicono – sulla vetta della crisi del settimo anno, quando all’improvviso si accorgono che, in realtà, la loro esperienza di sé stessi nel mondo in generale si è soltanto ridotta, invece di ampliarsi, nell’istituzione del matrimonio.
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Naturalmente, questo non vale per tutti i matrimoni, è ovvio. Ma vale per un buon numero di matrimoni. Direi, per la maggioranza. Ed è per questo che ci sono tassi di divorzio così alti, non tanto perché le persone si stancano l’una dell’altra, ma perché soprattutto si stancano delle costrizioni e delle limitazioni che il matrimonio sembra aver imposto su di loro. Il cuore umano si accorge che gli viene chiesto di essere meno di ciò che è per sua natura: “un essere in grado di amare, amare e, ancora, amare tutto”, per poi elevarsi, naturalmente senza alcuno sforzo, ad un amore ancora più grande, “amare ciò che non si conosce”. Potremmo dire che, quando abbiamo imparato ad amare, niente è “escluso” dal nostro amore.
L’amore, invece, è solo libertà. La definizione stessa dell’amore è libertà. L’amore è ciò che è libero e non conosce limitazioni, costrizioni o condizioni di nessun tipo. E quindi, abbiamo finito per creare un costrutto artificiale intorno a ciò che, di per sé, è la cosa meno artificiale al mondo. L’amore è l’esperienza più autentica nel contesto dell’avventura umana. Eppure, in mezzo a tutta questa meravigliosa autenticità, abbiamo creato queste costrizioni artificiali, queste “prigioni”. È per questo che per le persone è molto difficile restare innamorate.
Quindi, ciò che dobbiamo fare è riformare il modo di vivere il matrimonio, in modo che dica: “ Io non ti limito. Non esiste condizione che ci obblighi a restare insieme. Non ho alcun desiderio di sminuirti nella tua espressione di te, in alcun modo. Infatti, ciò che questo matrimonio intende essere, per essere una nuova forma di matrimonio, è consentirti di essere ciò che sei davvero e ciò che scegli di essere”. Questo è il carburante per il motore della tua esperienza.
master choaEd ecco un’ultima cosa che fa il Nuovo il Matrimonio: “Io riconosco che anche tu cambierai. Le tue idee cambieranno, i tuoi gusti cambieranno, i tuoi desideri cambieranno. Ed accetto che tutta la tua nozione di <<Ciò-che-Sei>> cambi, perché se non cambia, significa che la tua personalità rimarrà statica in tanti anni e nulla mi dispiacerebbe di più. E, dunque riconosco che il processo dell’evoluzione produrrà dei cambiamenti in te”.
Questa nuova forma di matrimonio non solo consente tali cambiamenti, ma li incoraggia.
(tratto liberamente da “ Il Piccolo libro della vita- istruzioni per l’uso. Neale Donald Walsch, autore del bestseller Conversazioni con Dio”)

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Master Choa Kok Sui
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